aprile 17, 2015

Si è svolta sabato 28 marzo, presso l’Azienda Agricola Valle dei Margi, una giornata informativa interamente dedicata a “La dieta mediterranea e le fattorie didattiche” e all’“uso e incentivazione dei derivati dei grani antichi nella dieta mediterranea”, organizzata col patrocinio della Regione Sicilia, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e del FESR e moderata da Carmelo Nicotra, dirigente responsabile della SOAT di Caltagirone. Si è discusso a lungo sull’importanza della cultura alimentare come sana abitudine di vita, ma anche come strumento di prevenzione.
Nel corso della conferenza è intervenuto il Sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno, che si è messo a disposizione per qualsivoglia iniziativa che coinvolga l’amministrazione comunale in ambito di informazione nutrizionale ed alimentare, inoltre ha espresso il suo entusiasmo per progetti che coinvolgano le nuove generazioni e che riportino anche chi non è più giovane alle buone abitudini alimentari.
Il Dott. Lorenzo Cunsolo della SOAT di Catania ha chiarito il tema delle fattorie didattiche, o per meglio dire educative, che sono poco più di una settantina in Sicilia, numero limitatissimo, considerato quanto la nostra terra abbia da offrire.
È intervenuta, come rappresentante scolastico, la Dott.ssa Concetta Mancuso, Preside del Liceo Classico e Linguistico “Secusio” di Caltagirone, per discutere sull’importanza della cultura, della formazione e informazione alimentare a partire dai banchi di scuola.
Il Dott. Roberto Baratta, medico presso l’A.O. Garibaldi di Catania, ha parlato della dieta mediterranea come principio biologico e antropologico e come strumento di prevenzione delle malattie sempre più in aumento negli ultimi anni: diabete, obesità e cancro. Inoltre ha fatto notare che le cattive abitudini alimentari sono la seconda causa di morte, dopo il tabacco.
Ha partecipato alla conferenza la delegazione di Caltagirone della Accademia della Cucina e tra gli altri: la Contessa Tanina Bartoli Gravina, che ha parlato dell’importanza del mangiar bene e sano, e la Dott.ssa Angela Renda, che introdotto l’argomento principale della conferenza, cioè i grani antichi di Sicilia (in passato denominata granaio d’Italia) e la tradizione in tavola.
WP_004973La Prof.ssa Grazia Maria Lombardo, docente presso la Facoltà di Agraria di Catania ha spiegato ai presenti le tantissime varietà di frumento siciliano, distinguendo innanzitutto il grano duro (semola) dal grano tenero (es.maiorca, ma non la farina 0 o 00 che non appartengono alla cultura siciliana). Ha parlato dei grani antichi: la timilia (grano dei 3 mesi), il russello (grano ibleo), il margherito (o Senatore Cappelli, papà di tutte le varietà di grano duro moderne) e della leggenda metropolitana del kamut (varietà di grano contenente glutine come o forse più delle altre e ottima trovata pubblicitaria). A tal proposito, ha spiegato che il glutine non è contenuto di per sé nel grano, ma si forma quando lo sfarinato viene impastato con l’acqua. Ha messo in guardia sull’import dei grani, e sui rischi che corriamo nel consumare prodotti di panificazione elaborati o farine di cui non conosciamo la provenienza, solitamente estera, soprattutto dal Canada, e ha esortato i nostri imprenditori agricoli a riprendere le coltivazioni cerealicole. Ha proseguito l’intervento la Dott.ssa Cristina Restuccia che ha parlato del valore nutrizionale dei prodotti da forno ottenuti con lieviti naturali. Ha spiegato le immense proprietà nutrizionali del lievito madre (cosiddetto “crescente” o pasta acida), che è alla base della nostra cucina tradizionale e che tornare alle origini, partendo dalla buona cucina è fonte di salute. In fondo è semplice: basta solo impastare un po’ d’acqua e farina, lasciarli all’aria aperta a temperatura ambiente e aspettare che insieme diventino lievito.
Si è dato spazio anche all’imprenditoria giovanile e femminile, con una impresa agroalimentare di Ramacca: “le cinque sorelle srl”, che sta avviando un lavoro sperimentale per introdurre sul mercato prodotti per panificazione utilizzando lieviti naturali e grani siciliani. Purtroppo non sono stati presenti i rappresentanti regionali invitati alla conferenza.
Come diceva Feuerbach: “Siamo ciò che mangiamo”, quindi non ci resta che mangiar bene, per stare meglio.

Rossella Di Fede

 

Fonte http://www.ilsettemezzomagazine.it/